Carriere separate, a Cosenza confronto maggioranza e opposizione

Pubblichiamo l’articolo de Il Dubbio a firma di Riccardo Tripepi

La carovana della giustizia guidata dalla radicale Rita Bernardini, che prosegue da oltre 20 giorni lo sciopero della fame, ha concluso la sua prima edizione al Museo del Presente a Cosenza. Ed è riuscita in un piccolo miracolo: mettere intorno allo stesso tavolo gli avvocati penalisti, rappresentati dal presidente della Camera penale di Cosenza Antonio Feraco e la politica, dalla maggioranza all’opposizione, per discutere di una riforma che si insegue da lunghissimi anni: la separazione delle carriere tra giudici e Pm. I radicali e la Bernardini sono determinati a depositare la proposta di legge di iniziativa popolare per raggiungere l’obiettivo e, nel frattempo, hanno incassato il sostegno dell’europarlamentare grillina Laura Ferrara, che ha partecipato al convegno da Bruxelles, del socialista Franz Caruso, di Jole Santelli di Fi e di Enza Bruno Bossio del Pd e del sindaco di Rende Franco Manna. Ma il tour della nostra Regione, fortemente voluto dall’avvocato reggino Giampaolo Catanzariti, ha ottenuto anche un altro e importante risultato a sostegno della battaglia radicale: 2500 firme che si aggiungono alle oltre 40 mila raccolte in poco più di un mese. Il presidente della Camera Penale Feraco e il sindaco Manna hanno sottolineato l’importanza della proposta di legge in un momento in cui si sta approvando una riforma del processo penale in cui si affievoliscono le garanzie dell’imputato. E se non sorprende la posizione della deputata di Fi Jole Santelli che ricorda come la separazione delle carriere abbia una vera e propria previsione normativa all’interno della Costituzione che fini qui è stata disattesa, si fa notare il sostegno convinto da parte dell’europarlamentare grillina Laura Ferrara. «Si tratta di una battaglia di civiltà» ha detto la Ferrara che ha ricordato come esistano diverse risoluzioni del Parlamento Europeo per separare le carriere dei magistrati «che l’Italia continua ad ignorare». La deputata del Pd Enza Bruno Bossio ha assicurato il massimo impegno in Parlamento per far passare una legge che «serve anche a romperle la subalternità della politica rispetto alla giustizia. E’ da almeno tre legislature che non si parla più di questo argomento e già riaprire il dibattito lo considero un passaggio assai significativo». Conclusioni affidate a Rita Bernardini che non ha nascosto la soddisfazione per i risultati raggiunti. E la soddisfazione per l’esito della missione calabrese è stata espressa anche dalla conferenza stampa che i radicali hanno organizzato a Roma nella giornata di domenica. «Era difficile immaginare alla partenza una risposta così entusiastica e convinta: il numero delle firme raccolte dà la misura della soddisfazione, ma pure della responsabilità che gli avvocati penalisti italiani hanno assunto». Le parole dell’avvocato Giuseppe Belcastro, coordinatore del comitato promotore. «Abbiamo deciso di attraversare la Calabria – ha detto invece il radicale Sergio D’Elia – perché la Regione rappresenta il punto più estremo del Paese in termini di assenza dello Stato di diritto».

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