Dalla Magistratura proteste sindacali. Ora vogliamo carriere davvero separate

Presidente Beniamino Migliucci, come leader delle camere penali come giudica la relazione alle camere del ministro Andrea Orlando? Ci sono elementi di no vita?
“La relazione del ministro alla Camere è stata ricca di spunti positivi, l’abbiamo notato soprattutto quando ha evocato la necessità di non affidarsi al populismo m materia di giustizia, sebbene si assapori una deriva di questo genere nel nostro paese. Ha anche detto che è inutile la creazione di nuovi reati o l’aumento costante delle pene, due fattori che non sono mai riusciti a garantire maggiore sicurezza al paese. Avremmo però gradito un po’ di coerenza in più”.

In che senso?
“Il governo precedente a questo non si è comportato di conseguenza, è stato creato l’omicidio stradale, ad esempio, una scelta che riteniamo non avrà effetto nel cambiare il comportamento dei cittadini. Ci preoccupano invece alcuni aspetti della riforma del codice di procedura penale che il ministro ha detto di voler rilanciare: ci preoccupa l’apertura alla possibilità di celebrare un processo a distanza in teleconferenza, cosa che snatura l’oralità e l’immediatezza del dibattimento e soprattutto l’idea di voler ulteriormente allungare i tempi di prescrizione, cosa che li rende irragionevolmente lunghi e non è ne nell’interesse dell’imputato ne delle persone offese, che hanno tutto l’interesse ad avere giustizia in tempi ragionevoli”.

Proprio ad un elemento connesso all’accelerazione dei tempi delle indagini è collegata la protesta dell’Anm che ha annunciato di non voler presenziare alla cerimonia dell’anno giudiziario in Cassazione. Come giudica questa protesta?
“L’Associazione magistrati polemizza sull’articolo 18, ovvero sul provvedimento per il quale il pubblico ministero deve decidere entro un certo termine se archiviare o inviare a giudizio un indagato, dopo la scadenza dei termini, e se questo non avviene, dice la nuova norma, la procura generale avoca a se il fascicolo. Ecco che davanti ad una cosa del genere l’Anm protesti mi colpisce molto, accredita l’idea che i magistrati non vogliano alcun genere di controllo su quel che fanno”.

Ma dal punto di vista di un difensore, l’avocazione da parte della procura generale è davvero una garanzia? Non si rischia che il pg mandi a giudizio senza troppi complimenti?
“E infatti quello da parte della procura generale è il minore dei controlli possibili. Noi proponiamo che sia un giudice terzo a valutare le motivazioni di questo rallentamento, ma ci pare sintomatico l’opporsi a questo provvedimento. Pensiamo anche che la protesta abbia forti motivazioni sindacali, ad esempio l’Anm ha detto più volte di essere fortemente contraria all’attuale riforma delle pensioni”.

Qual è per l’unione camere penali la priorità del 2017?
“Prima di tutto lanceremo una raccolta di firme per rilanciare la necessità di una netta separazione delle carriere. Vogliamo proporre una legge che modifichi anche la Costituzione sul punto perché riteniamo che senza questa riforma tutte le altre siano parziali e inefficaci. Anche i recenti sondaggi dicono che è giusto e corretto che il magistrato che giudica sia diverso da chi accusa e da chi difende. Per noi è prioritario anche un intervento di riforma complessiva del codice penale. Oggi sono i singoli procuratori a decidere quali reati perseguire e quali no, mentre è sul codice penale nel suo complesso e sul suo impianto autoritario che si dovrebbe intervenire. Il ministro ha detto di essere contrario a indulto e amnistia perché serve una riforma complessiva. Ci aspettiamo che arrivi in tempi rapidi”.

Sarete presenti all’inaugurazione dell’anno giudiziario?
“Ci saremo. E notiamo che la cerimonia si svolge in Cassazione. Non è quella la sede per prendere distanza dalla politica”.

 

 

One thought on “Dalla Magistratura proteste sindacali. Ora vogliamo carriere davvero separate

  1. Vittorio

    Giusta la separazione per la diversità tra accusatore e giudice.
    Giusta anche diversa carriera per diversità di funzioni.
    Il giudice penale non deve provenire da chi per anni è stato un accusatore;
    Diversità tra i giudici del penale e civile e, quindi, maggiore specializzazione nell’avanzamento carriere e meritocrazia nei vari passaggi di carriera separati tra giudici civili e penali..

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