Separazione delle carriere, ancora un altro record

di Luigi Berliri
Non si arresta il flusso delle sottoscrizioni al disegno di legge popolare che prevede la separazione della carriere. A 105 giorni dal termine del tempo utile per cessare la raccolta delle firme, il contatore sul sito del comitato promotore ha raggiunto 54.043. “Il no alla separazione delle carriere in magistratura – sottolinea di Francesco Petrelli, Segretario Unione Camere Penali italiane l’Unione camere penali in una intervista a II Messaggero – rappresenta una pericolosa chiusura corporativa. Una visione del mondo e del processo arroccata su posizioni autoreferenziali, che sanciscono l’immutabilità del modello ordinamentale unitario, nel quale giudici e pubblici ministeri, controllore e controllato condividono avanzamenti di carriera e procedimenti disciplinari, scopi e strategie del processo. Un pericolosa chiusura corporativa che sta lentamente erodendo la legittimazione stessa del processo e della giurisdizione. Quella della partita di calcio è una metafora e come è noto le metafore sono strumenti di conoscenza costruiti su di una equazione: l’arbitro sta alla partita come il giudice sta al processo. Che la sfida della modernità – conclude – sia affidata alla riorganizzazione dei modelli democratici è cosa oramai nota, per cui non si spiega come mai un magistrato possa difendere un’idea autoritaria della giurisdizione non a caso radicata nella cultura del ventennio nella quale i prefetti controllavano i procuratori generali (come ricorda il dott. Auriemma) ma di giudici autonomi e indipendenti non se ne vedevano molti in giro”.

Venerdi 14 Luglio 2017

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