Separazione carriere: a Venezia la manifestazione nazionale

Giovedì 7 settembre, dalle ore 16:30 a Venezia, presso la Sala Burano dell’Hotel Excelsior, si terrà la manifestazione nazionale dell’Unione delle Camere Penali Italiane per l’introduzione della separazione delle carriere in magistratura in occasione del “Firma week”, la settimana delle Camere Penali dedicata alla raccolta firme.

L’evento si aprirà con una conferenza stampa e si concluderà con un aperitivo offerto ai partecipanti.

Separazione delle carriere: i perché del successo in Piemonte

Puntata di “Il rovescio del diritto” di venerdì 28 luglio 2017 che in questa puntata ha ospitato Roberto Rognoni (presidente della Camera Penale di Novara), Alberto De Santis (referente UCPI del Piemonte per la raccolta delle firme per la separazione delle carriere), Roberto Trinchero (presidente della Camera Penale del Piemonte Occidentale e Valle d’Aosta), Gian Domenico Caiazza (avvocato), Lorenzo Repetti (presidente della Camera Penale di Alessandria).

Qui la resgistrazione: https://www.radioradicale.it/scheda/515702/il-rovescio-del-diritto

Carriere separate, parte la carovana per la giustizia in Sicilia

Conferenza stampa di presentazione della seconda Carovana per la Giustizia in Sicilia

Il Partito Radicale e l’Ucpi sono pronti a ripartire per la seconda “Carovana per la giustizia”: dopo la tappa calabrese di inizio giugno, ora oltre 20 militanti e dirigenti si preparano a sbarcare in Sicilia dove rimarranno dal 29 luglio al 13 agosto.

L’iniziativa si concluderà formalmente martedì 15 agosto con una conferenza stampa dinanzi il carcere romano di Regina Coeli.

Comunicato Stampa congiunto Ucpi-Comitato per la separazione delle carriere-Partito Radicale
“Il percorso intrapreso dall’Unione delle Camere penali per la separazione delle carriere assieme al Partito Radicale ha prodotto in termini di mobilitazione e sotto il punto di vista dei risultati un consenso inimmaginabile fino a poco tempo fa. Siamo riusciti a trovare adesioni da un pubblico politico, accademico e culturale trasversale senza dimenticare la campagna di raccolta nelle carceri che prosegue con successo in tutta Italia. Siamo sicuri che durante questa iniziativa le Camere Penali siciliane daranno un contributo decisivo al successo di questa iniziativa, organizzando eventi quotidiani. Tutto ciò darà un ulteriore impulso alla comune battaglia per la separazione delle carriere tra pm e giudici, senza la quale i principi costituzionali del giusto processo sanciti dall’articolo 111 sono destinati a rimanere parole vuote” così Gian Domenico Caiazza, responsabile dei rapporti istituzionali del comitato per la separazione delle carriere dell’Unione delle Camere penali italiane durante la conferenza stampa per il via alla carovana della giustizia.
“La raccolta firme sulla separazione delle carriere è partita come una iniziativa degli avvocati penalisti senza nessuna bandiera politica. Oggi siamo contenti di questa sinergia col partito radicale. Crediamo che il tema della giustizia e della separazione delle carriere non riguardi solo gli operatori della giustizia ma tutti i cittadini e ne abbiamo avuto conferma quando abbiamo raccolto le firme in piazza, superando a metà percorso le 50000 firme necessarie per presentare la proposta di legge. Siamo a 58000 firme e contiamo di raccoglierne tante altre” così Maria Chiara Pirritano, componente del comitato promotore Ucpi per la separazione delle carriere.
“Qualche mese fa insieme all’Unione delle Camere Penali abbiamo lottato per chiedere lo stralcio dell’ordinamento penitenziario dalla riforma generale del penale. Purtroppo siamo rimasti inascoltati. A inizio luglio il Ministro Orlando disse “Sulla questione dell’attuazione, sulla questione della vicenda penitenziaria io do massima priorità a questo, vorrei chiudere entro il mese di agosto anche perché il lavoro di elaborazione era già stato fatto anticipatamente nell’ambito degli Stati Generali dell’Esecuzione Penale. Do la mia parola che entro agosto voglio finire perché poi entriamo in un periodo in cui sarebbe più difficile fare una discussione serena. Quindi abbiamo un lavoro che è stato già fatto”. Adesso invece istituisce una serie di commissioni che hanno tempo fino al 31 dicembre per presentare i decreti attuativi dell’ordinamento penitenziario. Noi come partito radicale chiediamo che le Commissioni preparino le bozze entro il mese di agosto” ha dichiarato Rita Bernardini, coordinatrice dell’Ufficio di presidenza del Partito Radicale.
Gli obiettivi della Carovanaxlagiustizia sono: raccolta firme sulla proposta di legge delle Camere Penali per la separazione delle carriere dei magistrati; amnistia e indulto, premessa indispensabile per una Giustizia giusta; superamento di trattamenti crudeli e anacronistici come il regime del 41 bis e il sistema dell’ergastolo, a partire da quello ostativo; approvazione dei decreti delegati della riforma dell’Ordinamento Penitenziario; 3.000 iscritti al Partito Radicale entro il 31 dicembre 2017 per continuare le lotte di Marco Pannella.
Gli eventi e le iniziative della Carovana consisteranno in dibattiti e conferenze pubbliche con le Camere Penali territoriali, assemblee e comizi in piazza, tavoli di raccolta firme e visite nelle 22 carceri isolane con raccolta firme dei detenuti sulla proposta di legge; tutti gli aggiornamenti su carovanaxlagiustizia.it e separazionedellecarriere.it

A S. Maria Capua Vetere raccolte 579 firme nell’istituto penitenziario

Comunicato stampa della Camera Penale di Santa Maria Capua Vetere

Il presidente della Camera Penale di S. Maria C.V., avv. Romolo Vignola, e l’avv. Geppina Mascia,  coordinatrice territoriale e distrettuale della raccolta firme promossa dall’Unione Camere Penali Italiane a sostegno della proposta di legge di revisione costituzionale per la separazione delle carriere in magistratura, evidenziano l’ampio riscontro ottenuto nell’ambito della raccolta firme effettuata presso la Casa Circondariale di S. Maria C.V. al fine di consentire anche alla popolazione detenuta di sottoscrivere la proposta di legge. Nei giorni 24 e 25 luglio, grazie anche alla disponibilità della direttrice dell’istituto ed alla collaborazione del personale penitenziario, una delegazione di avvocati della Camera Penale di S. Maria C.V. ha raccolto ben 579 firme che testimoniano e confermano, anche a livello locale, la grande risposta alla raccolta firme promossa dall’U.C.P.I.  Le 579 firme raccolte presso l’istituto penitenziario vanno, infatti, ad aggiungersi alle oltre 1000 già raccolte dalla Camera Penale sammaritana non solo in tribunale, ma anche tra la gente, nelle strade e nelle piazze e contribuiscono alla conferma della Campania quale seconda regione italiana per numero di firme raccolte.

In Sicilia arriva la Carovana per la Giustizia

Da Live Sicilia

Dare voce a chi non ne ha, ripristinare lo stato di diritto, proseguire le battaglie di civiltà condotte per una vita da Marco Pannella. Arriva in Sicilia la “Carovana per la Giustizia”, del Partito Radicale in un tour che si protrarrà fino a Ferragosto toccando le carceri siciliane.

Gli obiettivi della campagna, che ha già toccato altre regioni d’Italia e che vede a capo gli esponenti del Partito Radicale Sergio D’Elia e Rita Bernardini, sono quattro: la raccolta di firme sulla proposta di legge delle Camere Penali per la separazione delle carriere (che ha già superato 50mila sottoscrizioni), i 3000 iscritti al Partito Radicale entro il 31 dicembre 2017 per continuare le lotte di Marco Pannella, l’amnistia e l’indulto come riforme obbligate per l’immediato rientro dello Stato nella legalità costituzionale e il superamento del 41 bis e il sistema dell’ergastolo, a partire da quello ostativo.

La Carovana partirà da Roma venerdì, si imbarcherà a Napoli e arriverà a Palermo sabato, dove in serata è previsto un eventoo organizzato dalle Camere penali. Domenica nel pomeriggio raccolta firme al carcere Ucciardone e in mattinata al carcere di Termini Imerese. Lunedì la raccolta di firme proseguirà al carcere Pagliarelli e l’indomani nei penitenziari di Trapani e Castelvetrano. I radicali si sposteranno poi a Sciacca, Caltanissetta, San Cataldo, Agrigento, Racalmuto, Palma di Montechiaro, Enna, Piazza Armerina, Nissoria. Domenica 6 agosto iniziative a Caltagirone e Gela. Poi tappe a Ragusa, Noto, Augusta, Siracusa, Catania, Giarre, Barcellona, Capo d’Orlando.

Alle iniziative prenderanno parte anche gli attivisti siciliani, come Gaetano D’Amico e Rossana Tessitore del comitato “Esistono i diritti” e il deputato del Pd iscritto al Partito radicale transnazionale Pino Apprendi, già presidente dell’associazione Antigone.

Da mafia capitale alla separazione delle carriere. L’articolo del Presidente Migliucci

Pubblichiamo l’intervento del Presidente UCPI Beniamino Migliucci pubblicato su Il Tempo del 24 luglio 2017

L’on. Rosy Bindi, ha inteso commentare la sentenza del processo “Mafia Capitale” che ha escluso l’esistenza di una associazione mafiosa. La presidente della commissione antimafia, come riportato da agenzie e articoli di stampa, ha auspicato (senza conoscere le motivazioni) che la procura impugni la decisione del tribunale, evidentemente perché sbagliata, e ha sostenuto che la magistratura inquirente possiede professionalità e strumenti adeguati per leggere i fenomeni mafiosi al contrario dei giudicanti sprovvisti di specializzazione. In altre parole i giudici non hanno capito perché non adeguatamente preparati. Nel nostro paese, quando si tratta di mafia o di antimafia, funziona così: se si criticano norme perniciose o se i giudici assolvono imputati di mafia, si corre il rischio di essere considerati collusi o impreparati. Ai giudici romani è andata bene: per loro si tratterebbe solo della seconda ipotesi, e comunque sono stati inusitatamente delegittimati. Quello che più deve preoccupare è però l’idea di fondo secondo cui il verbo in questa (e in altre materie) sarebbe rappresentato dalle ipotesi accusatorie delle procure che non andrebbero contrastate, perché autosufficienti e infallibili con il giudice relegato al mero ruolo di certificatore per non essere ritenuto inidoneo. Queste (amare) riflessioni spingono di converso a ritenere ormai ineludibile, nell’interesse di tutti, affrontare il tema del rafforzamento del giudice che deve coltivare la propria autonomia e indipendenza soprattutto nei confronti degli altri magistrati. E questa autonomia va protetta ed esaltata. Chi decide deve avere cultura, anche della prova, diversa da chi accusa. È normale, anzi dovrebbe esserlo perché è scritto nella nostra Costituzione che rimarrà inattuata fino a quando non si arriverà a separare le carriere dei giudici da quelle dei pubblici ministeri.

Separazione delle carriere, raccolte già 55.000 firme

Pubblichiamo l’edizione integrale dell’articolo su Italia Oggi firmato dal Dott. Simone Santucci, componente del Comitato organizzatore per la separazione delle carriere

Camere penali, boom-firme per la separazione delle carriere 
Sono circa 55.000 le firme raccolte dall’Unione delle Camere penali italiane in favore della proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare per la separazione delle carriere nella magistratura. Partita all’inizio del mese di maggio la campagna, una delle più vaste della storia recente dell’avvocatura, ha quindi già raggiunto con quattro mesi di anticipo la soglia delle 50.000 necessarie per la presentazione del ddl in Parlamento. Tra le forze politiche la proposta Ucpi ha trovato l’adesione di uno schieramento trasversale di esponenti tra i quali figurano anche il vicepresidente della Camera Giachetti, il segretario della Lega Salvini, il ministro degli affari regionali Costa, il presidente della Commissione esteri della Camera Cicchitto, il governatore della Regione Liguria Toti e gli ex ministri Terzi di Sant’Agata e Marzano che si aggiungono ad associazioni e partiti come la Fondazione Luigi Einaudi, il Partito Radicale e il Partito Liberale. “Nonostante il risultato raggiunto la campagna di raccolta proseguirà anche d’estate, nelle piazze e nei tribunali di tutta Italia. Abbiamo dimostrato come questo tema sia sensibile non solo per l’avvocatura ma anche per migliaia di cittadini estranei alle tematiche che attengono la giustizia. Non solo. Grazie ad una campagna di comunicazione attraverso i social siamo riusciti a coinvolgere moltissimi giovani, un dato particolarmente importante e che dimostra come il tema sia sentito dalle nuove generazioni” ha commentato Anna Chiusano, vicepresidente del Comitato promotore della raccolta che al vertice vede il presidente dei penalisti Beniamino Migliucci e tra i componenti Fabio Ferrara, Rinaldo Romanelli della Giunta Ucpi, i past president delle Camere Penali Gaetano Pecorella ed Oreste Dominioni, Daniele Ripamonti e il giurista Marcello Gallo, presidente onorario dell’Ucpi.
Il disegno di legge Ucpi mira a non solo a distinguere nettamente le carriere tra giudici e pubblici ministeri ma promuove, inoltre, la costituzione di due consigli superiori della magistratura distinti, uno per quella giudicante e uno per quella inquirente. “Solo così – ricorda Migliucci – si potrà veramente dare attuazione all’articolo 111 della Costituzione che stabilisce la terzietà del giudice all’interno di un vero giusto processo, esattamente avviene in gran parte degli ordinamenti europei dove la separazione delle carriere è la regola e non l’eccezione. Viviamo in un Paese dove le proroghe vengono fatte pacificamente, i processi si allungano, e a fronte di un giudice monocratico spesso inesperto un procuratore esperto può affermare la propria autorevolezza. L’unico rimedio previsto dalla Costituzione è che il giudice sia più forte del pubblico ministero. Non deve avere paura del pm, non deve essere giudicato in un Csm attraverso le correnti e i pubblici ministeri”.
Più di cento sono le camere penali italiane coinvolte nella raccolta che prosegue, anche in questi giorni, in numerose località d’Italia. “Emblematico è il dato che riguarda i territori: sono circa 7000 le firme raccolte solo nella Sicilia, la regione che ha totalizzato più consensi. Seguono in questa classifica l’Emilia Romagna, il Lazio e la Campania che hanno raccolto, da sole, oltre 15.000 sottoscrizioni. Riguardo le città spicca il primato di Brindisi che, da sola, ha totalizzato oltre 2500 firme mentre molti centri minori come Modena, Tivoli, Nola, Santa Maria Capua Vetere, Patti e Messina viaggiano sopra le mille firme a testa” ha dichiarato Giuseppe Belcastro, Coordinatore del Comitato organizzatore delle Camere Penali.
Il bilancio della raccolta e le prossime iniziative politiche saranno poi oggetto del congresso straordinario Ucpi del 6, 7 e 8 ottobre che quest’anno sarà organizzato dalla Camera Penale di Roma, la città, tra i grandi centri, che ha raccolto più sottoscrizioni in questi primi due mesi di raccolta. “Sarà l’occasione per approfondire non solo il tema della separazione delle carriere ma anche gli altri numerosi fronti che riguardano la politica e l’ordinamento giudiziario grazie al contributo di esponenti della politica, del giornalismo, della cultura e dell’accademia” dichiara il presidente della Camera Penale di Roma Cesare Placanica.

 

Separazione delle carriere, ancora un altro record

di Luigi Berliri
Non si arresta il flusso delle sottoscrizioni al disegno di legge popolare che prevede la separazione della carriere. A 105 giorni dal termine del tempo utile per cessare la raccolta delle firme, il contatore sul sito del comitato promotore ha raggiunto 54.043. “Il no alla separazione delle carriere in magistratura – sottolinea di Francesco Petrelli, Segretario Unione Camere Penali italiane l’Unione camere penali in una intervista a II Messaggero – rappresenta una pericolosa chiusura corporativa. Una visione del mondo e del processo arroccata su posizioni autoreferenziali, che sanciscono l’immutabilità del modello ordinamentale unitario, nel quale giudici e pubblici ministeri, controllore e controllato condividono avanzamenti di carriera e procedimenti disciplinari, scopi e strategie del processo. Un pericolosa chiusura corporativa che sta lentamente erodendo la legittimazione stessa del processo e della giurisdizione. Quella della partita di calcio è una metafora e come è noto le metafore sono strumenti di conoscenza costruiti su di una equazione: l’arbitro sta alla partita come il giudice sta al processo. Che la sfida della modernità – conclude – sia affidata alla riorganizzazione dei modelli democratici è cosa oramai nota, per cui non si spiega come mai un magistrato possa difendere un’idea autoritaria della giurisdizione non a caso radicata nella cultura del ventennio nella quale i prefetti controllavano i procuratori generali (come ricorda il dott. Auriemma) ma di giudici autonomi e indipendenti non se ne vedevano molti in giro”.

Venerdi 14 Luglio 2017