Il no alla separazione delle carriere in magistratura, l’Unione camere penali: «Una pericolosa chiusura corporativa»

Da Il Messaggero, ed. Viterbo 08/07/2017

di Francesco Petrelli, Segretario Unione Camere Penali italiane

Separazione delle carriere in magistratura, dopo l’intervento del procuratore della Repubblica al tribunale di Viterbo, Paolo Auriemma, sull’argomento – ospitato su queste pagine lo scorso 24 giugno – pubblichiamo il contributo di Francesco Petrelli, segretario dell’Unione camere penali italiane.

«Definire “ingenui scimmiottatori” giuristi, filosofi e magistrati del calibro di Giovanni Conso e Sabino Cassese, del livello di Biagio De Giovanni, o dell’esperienza di Giovanni Falcone, che tutti si sono espressi a favore della separazione delle carriere, potrebbe sembrare soltanto un incauto scivolone, se non fosse che dietro questa opinione si cela qualcosa di più grave.

«Una visione del mondo e del processo arroccata su posizioni autoreferenziali, che sanciscono l’immutabilità del modello ordinamentale unitario, nel quale giudici e pubblici ministeri, controllore e controllato condividono avanzamenti di carriera e procedimenti disciplinari, scopi e strategie del processo. Un pericolosa chiusura corporativa che sta lentamente erodendo la legittimazione stessa del processo e della giurisdizione. Quella della partita di calcio è una metafora e come è noto le metafore sono strumenti di conoscenza costruiti su di una equazione: l’arbitro sta alla partita come il giudice sta al processo. Tutto qui.

«Il problema del nostro sistema processuale è che il giudice anziché essere terzo, come sta scritto nella nostra costituzione, indossa la maglia di una delle due squadre in campo. Chiunque comprende, assieme ai 50.000 cittadini che hanno già sottoscritto la proposta di riforma per la separazione delle carriere, che una simile organizzazione del processo penale costituisce una anomalia che ci distingue da tutti gli altri paesi europei, nei quali, in un modo o nell’altro, le carriere di chi accusa e di chi giudica sono nettamente separate.

« Avere un giudice terzo che sia ed appaia tale, che abbia una cultura del limite e sia garante dei diritti e delle libertà di tutti i cittadini, senza mai confondere il processo penale con uno strumento di lotta a questo o quel fenomeno criminale, è davvero l’unico non trascurabile “fine ultimo” che ci si propone di realizzare. Il problema non è, infatti, come pensa il dott. Auriemma, il ridimensionamento o addirittura l’asservimento del ruolo dei pubblici ministeri, la cui autonomia ed indipendenza ci è molto a cuore e non a caso è garantita e tutelata in maniera netta ed inequivoca dalla istituzione di un proprio Csm, bensì la realizzazione di una nuova figura di giudice che sia legittimata proprio dalla sua terzietà.

«Che la sfida della modernità sia affidata alla riorganizzazione dei modelli democratici è cosa oramai nota, per cui non si spiega come mai un magistrato possa difendere un’idea autoritaria della giurisdizione non a caso radicata nella cultura del ventennio nella quale i prefetti controllavano i procuratori generali (come ricorda il dott. Auriemma) ma di giudici autonomi e indipendenti non se ne vedevano molti in giro.

«Si dice che non dovremmo illuderci di poter somigliare a quei paesi “di più remota democrazia” e dotati di “un più solido controllo sociale” che la separazione delle carriere l’hanno già realizzata da tempo. Dovremmo dunque acquietarci a restare un paese di incerta matrice democratica, un po’ illiberale e un po’ arretrato, ancorato al nostro sistema-giustizia paternalistico e obsoleto, nel quale controllori e controllati indossano e indosseranno per sempre la stessa maglia, contraddicendo con ciò non solo il buon senso ma anche un chiaro principio scritto in quella stessa costituzione che si dice di voler difendere».

Raccolta firme in Emilia Romagna, i perché del successo

Riascolta la puntata de Il Rovescio del Diritto condotta da Gian Domenico Caiazza che ha ospitato Nicola Mazzacuva, componente della Giunta dell’Unione, Chiara Rodio, Coordinatrice del Comitato per la Separazione delle carriere in Emilia Romagna, Roberto D’Errico, Presidente della CP di Bologna, Alessandra Palma, Presidente della CP di Ferrara, Guido Sola, Presidente della CP di Modena, Valentina Tuccari, Presidente della CP di Parma, Roberto Brancaleoni, Presidente della CP di Rimini, Marco Martines, Presidente della CP di Romagna.

Qui il link della registrazione https://www.radioradicale.it/scheda/514171/il-rovescio-del-diritto-raccolta-firme-in-emilia-romagna

Alla Camera la conferenza stampa Ucpi sulle 50.000 firme

(AGI) – Roma, 4 lug. – Realizzare fino in fondo il principio costituzionale del giusto processo: un obiettivo che, secondo gli avvocati penalisti, e’ possibile raggiungere attraverso la separazione delle carriere in magistratura. Per questo, le Camere penali stanno portando avanti la proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare, per la quale in 2 mesi hanno già raccolto 52mila firme, superando cosi’ la quota prevista per depositare il progetto in Parlamento. “Chi ha avuto a che fare con la giustizia in Italia – rileva Beniamino Migliucci, presidente dell’Unione Camere penali – si rammarica che non ci sia ancora un giudice terzo. La separazione delle carriere non e’ una riforma contro la magistratura, ma per la magistratura, per rafforzare il giudice: non è possibile in un sistema liberale e democratico che controllore e controllato siano parte dello stesso ordinamento”. Dunque, due carriere separate, due Csm distinti, mantenendo “garanzie” di autonomia e indipendenza: “nella nostra proposta – sottolinea il leader dei penalisti – il pm non è sottoposto all’Esecutivo”. (AGI)

La raccolta firme, promossa solo dagli avvocati “per evitare strumentalizzazioni politiche”, continuera’ ancora nei prossimi 4 mesi (“l’obiettivo è arrivare al raddoppio”, dice l’avvocato Anna Chiusano): in questa seconda fase “chiederemo alle forze politiche che vorranno rendere più forte la nostra proposta di intervenire”, afferma l’avvocato Gian Domenico Caiazza. Ai penalisti porta sostegno il ministro per gli Affari regionali Enrico Costa: “il tema delle garanzie e’ fondamentale, talvolta si rischia di
abbandonarlo per una velocizzazione e questo deve essere respinto”. Quanto ai numeri, le firme raccolte nelle 133 sedi delle Camere penali in Italia sono state 52mila in 57 giorni: il ‘record’ e’ stato registrato in Sicilia, seguita da Emilia e Lazio. Anche in piccoli centri quali Nola, Tivoli e Patti la quota di sottoscrizioni raggiunte, riferiscono i penalisti, è stata rilevante. (AGI)

Superate le 50.000 firme per la separazione delle carriere, alla Camera conferenza stampa Ucpi

Già raggiunte e superate, con quattro mesi di anticipo sui sei a disposizione, le 50.000 firme a favore del ddl di iniziativa popolare sulla separazione delle carriere in magistratura promosso dall’Unione delle Camere Penali italiane.
Per l’occasione, martedì 4 luglio alle ore 14.30 presso la sala stampa della Camera dei deputati di Via della Missione, i vertici dell’Ucpi e del Comitato Promotore per la separazione delle carriere terranno un incontro con la stampa per annunciare i dati delle sottoscrizioni finora raccolte e le iniziative politiche per i prossimi quattro mesi.
Alla conferenza stampa prenderanno parte, inoltre, numerosi esponenti delle istituzioni, della politica e della società civile che hanno sostenuto l’iniziativa delle Camere penali.

Il 4 luglio al mercato centrale di Termini si parlerà di separazione delle carriere

Martedì 4 luglio 2017 alle ore 16:30 presso l’area “Fare” del Mercato centrale di Termini di via Giovanni Giolitti  si terrà un convegno dal titolo Separazione delle carriere. Treno in partenza.

Saluti di Cesare Placanica. Relatori dell’evento saranno: Beniamino Migliucci, Anna Chiusano, Claudio Martelli, Piero Tony e Gian Marco Chiocci.

Modererà il giornalista de Il Foglio Luciano Capone.

Seguirà, per i partecipanti, un separa-cocktail.

Le camere penali campane su Radio Radicale

Puntata di “Il rovescio del diritto” di venerdì 23 giugno 2017 con: Giuseppe Saccone (avvocato, Presidente della Camera Penale Irpina), Romolo Vignola (avvocato, Presidente della Camera Penale di Santa Maria Capua Vetere), Leopoldo Perone (avvocato, Consigliere della Camera Penale di Napoli), Paolo Trofino (avvocato, Presidente della Camera Penale di Napoli Nord), Nicolas Balzano (avvocato, Presidente della Camera Penale di Torre Annunziata), Giuseppe Guida (avvocato, componente della Giunta Nazionale dell’Unione Camere Penali Italiane), Gian Domenico Caiazza (avvocato, presidente del Comitato Radicale per la Giustizia “Piero Calamandrei”), Vittorio Corcione (avvocato, Presidente della Camera Penale di Nola), Antonello Natale (avvocato, Presidente della Camera Penale di Vallo della Lucania), Michele Sarno (avvocato, Presidente della Camera Penale di Salerno).

Qui la registrazione della puntata https://www.radioradicale.it/scheda/512800/il-rovescio-del-diritto

Carriere separate, a Cosenza confronto maggioranza e opposizione

Pubblichiamo l’articolo de Il Dubbio a firma di Riccardo Tripepi

La carovana della giustizia guidata dalla radicale Rita Bernardini, che prosegue da oltre 20 giorni lo sciopero della fame, ha concluso la sua prima edizione al Museo del Presente a Cosenza. Ed è riuscita in un piccolo miracolo: mettere intorno allo stesso tavolo gli avvocati penalisti, rappresentati dal presidente della Camera penale di Cosenza Antonio Feraco e la politica, dalla maggioranza all’opposizione, per discutere di una riforma che si insegue da lunghissimi anni: la separazione delle carriere tra giudici e Pm. I radicali e la Bernardini sono determinati a depositare la proposta di legge di iniziativa popolare per raggiungere l’obiettivo e, nel frattempo, hanno incassato il sostegno dell’europarlamentare grillina Laura Ferrara, che ha partecipato al convegno da Bruxelles, del socialista Franz Caruso, di Jole Santelli di Fi e di Enza Bruno Bossio del Pd e del sindaco di Rende Franco Manna. Ma il tour della nostra Regione, fortemente voluto dall’avvocato reggino Giampaolo Catanzariti, ha ottenuto anche un altro e importante risultato a sostegno della battaglia radicale: 2500 firme che si aggiungono alle oltre 40 mila raccolte in poco più di un mese. Il presidente della Camera Penale Feraco e il sindaco Manna hanno sottolineato l’importanza della proposta di legge in un momento in cui si sta approvando una riforma del processo penale in cui si affievoliscono le garanzie dell’imputato. E se non sorprende la posizione della deputata di Fi Jole Santelli che ricorda come la separazione delle carriere abbia una vera e propria previsione normativa all’interno della Costituzione che fini qui è stata disattesa, si fa notare il sostegno convinto da parte dell’europarlamentare grillina Laura Ferrara. «Si tratta di una battaglia di civiltà» ha detto la Ferrara che ha ricordato come esistano diverse risoluzioni del Parlamento Europeo per separare le carriere dei magistrati «che l’Italia continua ad ignorare». La deputata del Pd Enza Bruno Bossio ha assicurato il massimo impegno in Parlamento per far passare una legge che «serve anche a romperle la subalternità della politica rispetto alla giustizia. E’ da almeno tre legislature che non si parla più di questo argomento e già riaprire il dibattito lo considero un passaggio assai significativo». Conclusioni affidate a Rita Bernardini che non ha nascosto la soddisfazione per i risultati raggiunti. E la soddisfazione per l’esito della missione calabrese è stata espressa anche dalla conferenza stampa che i radicali hanno organizzato a Roma nella giornata di domenica. «Era difficile immaginare alla partenza una risposta così entusiastica e convinta: il numero delle firme raccolte dà la misura della soddisfazione, ma pure della responsabilità che gli avvocati penalisti italiani hanno assunto». Le parole dell’avvocato Giuseppe Belcastro, coordinatore del comitato promotore. «Abbiamo deciso di attraversare la Calabria – ha detto invece il radicale Sergio D’Elia – perché la Regione rappresenta il punto più estremo del Paese in termini di assenza dello Stato di diritto».

Carovana per la giustizia, la conferenza stampa di chiusura dopo 2500 firme raccolte

“Era difficile immaginare alla partenza una risposta così entusiastica e convinta: oltre 44.000 firme in poco più di 40 giorni danno la misura della soddisfazione, ma pure della responsabilità che gli avvocati penalisti italiani hanno  assunto. Nemmeno al giro di boa e con questi numeri all”attivo, diventa ancora più importante chiarire un punto: questa non è una iniziativa contro qualcuno. Ne abbiamo sentite tante, in questi giorni, di reazioni ingiustificate e, a volte, anche francamente scomposte. E’ importante allora ribadire con estrema chiarezza che l’obiettivo non è mai stato quello di una contrapposizione, men che
mai con la magistratura. E’ una battaglia in favore di qualcosa, per qualcosa: per la vera autonomia del giudice dalle parti processuali; per garantire le condizioni indispensabili all’adozione di decisioni  imparziali; per ripristinare un equilibrio interno fra le parti del processo che, chiunque frequenti le aule dei tribunali, percepisce oggi come gravemente compromesso; per preservare, insomma, il diritto dei cittadini ad un giusto processo. E’ un segnale forte quello che 44.000 firme già lanciano e direi che, visti gli ultimi eventi sul tema giustizia, ce n’è davvero bisogno” così l’Avv. Giuseppe Belcastro, coordinatore del comitato promotore per la separazione delle carriere durante la conferenza stampa congiunta Partito-Radicale-Ucpi sulle 2.500 firme raccolte dalla Carovana per la giustizia in Calabria.